lunedì 4 giugno 2012

«Perdiamo troppo tempo con questi stupidi giochi

Pubblicato da Karen Broz a 15:00
 e i momenti che ci emozionano diventano pochi»


Fatti desiderare. Così dicono. Ma fatti desiderare un paio di palle. Ci sono già abbastanza cose complicate nella vita, perchè le relazioni devono essere tra queste? Ah, no. Non le relazioni. Il loro inizio. Quei fantastici momenti in cui devi cercare di capire dalla gestualità se gli piaci, leggere in ogni parola se naconde qualche piccolo segnale. E, naturalmente, ricambiare il favore, chiaro, perchè essere semplici e diretti sembra diventato un crimine.

Sono sempre stata partitaria dell'ottimizzazione del tempo. Certo, toglie un po' di magia, ma perchè perdere tempo in due, quando si potrebbe impiegarlo in maniera molto più proficua? Tipo mangiando.
No ai sorrisini ambigui, ai discorsi intrisi di fanfalucche. Ti piaccio? Sono qui. Non ti piaccio? Ecco, ciao.
Basta con i giochini oggi ci sono e domani chissà, giusto per farmi desiderare. No. Io sono stata parte di queste pagliacciate a lungo e finalmente ne riconosco la ridicolaggine, perchè tanto, dall'altra parte, i messaggi non arrivano.

Tu, ragazza, nella tua testa hai già il film finito, ma dimentichi che il tuo principino non ha il copione. Gli hai lanciato uno sguardo inequivocabile da cui traspare tutta la tua passione? La sua faccia non cambierà. Lo eviterai per fargli venire voglia di te? Lui non si farà avanti. E mentre tu ti contorcerai le mutande perchè sei sicura che lui ti odi, che tu abbia azzardato troppo, lui sarà sempre lì, con la sua faccia da ebete, immutata. Ignaro. Perchè la verità è che non hai azzardato abbastanza, per il suo livello di intuizione, non hai fatto proprio nulla.

Oltre il danno, la beffa. Sì, perchè nemmeno quello che fa lui significa qualcosa. A meno che non se ne esca con un improbabile mipiacidaimpazzire, che allora, lì, non c'è equivoco che tenga.
Ma queste, si sa, sono leggende metropolitane, come i coccodrilli nelle fogne e le piastre che non danneggiano i capelli.

L'uomo in fondo è un essere molto semplice. Se vuole qualcosa, lo dice. Poi non la ottiene, perchè semplice sì, ma furbo, per niente.
Uomini e donne siamo totalmente diversi, e il bello è proprio questo, il non capirsi. Ma dobbiamo renderci conto, ragazze, che anche se, in parte, il gioco è bello, non significa che dobbiamo sprecare in esso tutte queste energie. Soprattutto perchè (ripetiamolo in coro), stiamo giocando da sole.

Certo, è divertente, ma spesso e volentieri siamo troppo complicate. Meravigliose. Ma complicate. È per risparmiare ansie e sofferenze che dovremmo essere più dirette. Imparare un po' dai maschi, che di mistero e ambiguità non capiscono poi molto.

Un appello però va fatto anche ai nostri amici dall'ormone prorompente. Se proprio volete giocare, almeno prima, imparate le regole, perchè siamo stufe di atteggiamenti contraddittori senza senso. Il nostro gioco, per quanto ambiguo, ha uno scopo di fondo.

Tu, maschio, non puoi far capire a una ragazza che ti piace, poi farti vedere in giro con una possibile fidanzata e cheiedere alla precedente sventurata di uscire. Non puoi. È scorretto. Questo non è giocare. Questo si chiama CAZZEGGIARE IN LIBERTÀ. Sei un donnaiolo? Fatti un'amante. Fattene anche tre se preferisci. Ma non abbindolare le persone come un single, mostrando allo stesso tempo la tua bionda trofeo. Non mescolare i giochi, o cerchi un'amante o una fidanzata. Così, stai incasinando tutto.

Maschi, giocare a carte coperte va bene, ma siete pregati di lasciare i bluff al tavolo del poker, grazie.


4 giugno 2012

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