giovedì 12 aprile 2012

«#1 Convivenza in appartamento privato

Pubblicato da Karen Broz a 14:36
 ma a farti i cazzi tuoi ci hai mai provato?»

Se c'è una cosa che mi fa andare in fumo il cervello è tutta la gente che con una nonchalance presa da un romanzo di Laclos si fa amabilmente i fatti tuoi.
Prime tra tutte le creature che ti vedono vestita e in pigiama, ogni santo giorno per un periodo minimo di un anno. I coinquilini. Nel mio caso le coinquiline.
Seri problemi non ce ne sono, sono brave persone e andiamo d'accordo, ma la convivenza tra persone che conosci solo tramite la suddetta convivenza, è molto, molto difficile. Soprattutto per me, che le mie cose sono mie, mi piace fare le cose a modo mio e come le fai tu non va mai bene. Sì, sono intollerante, lo so, ma ognuno ha i suoi difetti, e il non farsi i cazzi propri è uno di quelli che noto sempre più spesso e che non riesco proprio a mandar giù.
Se non vai a lezione esordiscono con un inaspettato "Ma non sei andata a lezione nemmeno oggi?", il tutto sottolineato da un tono che manco fossi mia mamma, che le sue ragioni per sapermi a lezioni le ha.
Ti prepari la colazione ed è subito "Ma mangi tutta quella roba lì?". No, ho preparato la colazione anche per i sette nani. Ma porca miseria, ma che ti frega di quanto e di cosa mangio, mi domando io.
Un bel pomeriggio d'inverno, la voglia di studiare rasenta i minimi storici e fuori il tempo è talmente tiranno che non pensi nemmeno di far fare capolino alle manine per ritirare i panni stesi, così ti destreggi in cucina tra ciotole, mestoli e ingredienti per preparare una torta (come sempre ipercalorica, giusto per aiutare il corpo a scaldarsi fornendolo di comodi e morbidi rotolini adiposi). Ed ecco che dal selvaggio corridoio (per altro lunghissimo e inutile) sbuca quella testolina che quando spegne il cervello è anche sopportabile, e sgranando gli occhi come avesse di fronte l'orrore deglil orrori del nostro millennio ti vomita un "No" con tante piccole O al suo seguito, e che sembra andare in slow motion (come nei film, nel momento tragico). "Cosa prepari?" Una torta. "Nooo, ma cosa prepari? Io non la posso mangiare! Ingrassa. E ingrassi" Ma senti mia bella gallina coccodè che i cazzi tuoi non te li fai nemmeno se te li leghi addosso con lo spago, io preparo la mia torta e tu mangia pure le tue cime di rapa se ti va. Solo perchè cucino qualcosa non significa che tu lo debba mangiare. Anzi, quasi quasi te lo proibisco direttamente io. Potrei fare un cartello grande da attaccare sul frigo con scritto a lettere cubitali "TU NON PUOI MANGIARE", con un piccolo disegno di Gandalf accanto, mentre brandisce un frustino gigante al posto del bastone.

Io e il mio Autumn (il computer fisso) non possiamo farci lunghe passeggiate verso Starbucks, o andare a condividere le nostre vite al parco, siamo relegati in questo buco di appartamento. O meglio. Siamo relegati in questo buchissimo di camera. Quindi, se io ho voglia (e ne ho) di uscire da questi tre metri per due, e starmene in salotto lo posso fare, dato che comunque pago anche io l'affitto. Quindi se mi vedi sul divano a guardarmi Game of Thrones o a leggere Hunger Games o fare la cippa che mi pare a me, non entrare, sgranare come sempre gli occhi, e chiedermi "Ma ti sei TRASFERITA qua??? Perchè??" Perchè come sempre mi va di farlo. Se vuoi stare anche tu con il tuo pc in salotto fai pure, è una zona comune. Ma in questa casa pare che la vita si svolga nelle rispettive camere, e che se si usano le sale comuni sia obbligatorio farlo uno per volta. Io capisco il bagno, anche se sinceramente se io mi sto facendo la doccia (e ho il diritto di prendermi tutto il tempo che voglio) e tu devi fare pipì, per quanto mi possa fregare puoi entrare, siamo tutte donne e non ho niente che non abbia anche tu.

Quindi, io chiedo agli dei della Convivenza di darmi la forza di resistere a questo supplizio ancora qualche mese e dal momento che non mi hanno mai insegnato la loro arte, di lasciarmi perdere, che tanto io di convivere non sono capace.

12.aprile.2012

1 commenti:

Vale on 13 aprile 2012 12:20 ha detto...

Ma guarda qua che bella grafica =D E' bello vedere
che hai ricominciato a scrivere, e con che ritmo =D =D bene bene son proprio contenta, anche perché leggere di riflessione e situazioni quotidiane che possono essere comuni a tutti noi strappa un sorriso =D Poi vabbè sulla presunta omosessualità di Frodo io non c'ho mai pensato XD continua così =D
Ps. quell'immagine di Sheldon non solo simboleggia lo spirito del post, ma è anche stupenda XD

Posta un commento

Di cosa parlo?

Mi segui per mail?

You don't speak italian?

Ads 468x60px

Letture 2013

  • Cloud Atlas7 gennaio-20 febbraio
  • Popular Posts

    Followers

    Featured Posts

     

    Faith Trust and Pixiedust Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos